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Apple AirTag 2 recensione: dopo la prima generazione, ho capito perché non riesco più a farne a meno

L'AirTag 2 è lo stesso tracker di prima con due miglioramenti che contano: più portata nel Precision Finding e un cicalino più udibile. Costa come il modello precedente e funziona con tutto l'ecosistema Apple.

Apple AirTag 2 recensione: dopo la prima generazione, ho capito perché non riesco più a farne a meno
di Giuseppe CAccount verificato 4 min di lettura

Lo ammetto subito: sono quel tipo di persona che perde tutto. Chiavi, portafoglio, la borsa lasciata sulla scrivania dell’ufficio mentre la cerco in macchina. Ho usato la prima generazione di AirTag per anni e adesso sono passato alla seconda. La domanda che mi fanno tutti è: ha senso cambiare? Dipende, e ti spiego da cosa.

Cosa cambia davvero con l’AirTag 2

A guardarlo non cambia niente. Stessa forma, stesse dimensioni, stesso spessore. Questo ha un vantaggio concreto: tutti gli accessori che hai già comprati e i vani pensati per l’AirTag (bici, monopattini, valigie) continuano a funzionare.

Le novità stanno dentro, e sono due.

Il chip Ultra Wideband di seconda generazione. Serve per il Precision Finding, la funzione che ti mostra la direzione e la distanza esatta mentre cammini. Engadget parla di un aumento della portata fino al 50%, ma serve un iPhone 15 o più recente. Nei test della recensione americana, la schermata di avvicinamento compariva a circa 80 piedi, contro i 30-40 del vecchio modello. Anche in una prova italiana, la connessione restava stabile scendendo di un piano, tra cemento e acciaio, dove la prima generazione si perdeva.

Il cicalino più forte. Apple dichiara un suono più potente del 50%, con un tono più acuto. Su questo però le opinioni sono meno uniformi: Macitynet ha trovato la differenza reale ma meno marcata di quanto suggeriscano le percentuali, mentre in un test americano con fonometro il nuovo modello ha toccato 105,5 decibel contro gli 87,5 del vecchio. Nella pratica, se l’AirTag è nello zaino o sotto un cuscino, si sente meglio. Ed era la cosa che mancava di più.

Il prezzo resta quello del lancio: 35 euro, 119 per la confezione da quattro.

Il mio uso quotidiano

Per chi come me dimentica le cose, è perfetto. Il bello è che non devi fare niente: lo attacchi alle chiavi, al portafoglio, allo zaino e te ne dimentichi finché non serve. Quando serve, apri Dov’è, fai suonare e ti guida lui.

C’è poi un uso che mi sta a cuore e che metto tra i più utili. Lo consiglio molto per le persone anziane. Ho dei nonni molto avanti con l’età, con qualche problema di memoria, e l’AirTag ci ha evitato più di una volta di cambiare la serratura di casa o di dare per perso il portafoglio. Le chiavi o il portafoglio spariscono, tu fai suonare l’AirTag e il problema è risolto in due minuti.

Gli accessori Spigen che consiglio

L’AirTag da solo non ha il foro per il portachiavi, quindi un accessorio serve quasi sempre. Su questo i difetti non mancano: gli accessori ufficiali Apple costano troppo, e anche Engadget lo segnala come punto debole. Io mi sono trovato bene con tre prodotti Spigen, ognuno per un uso diverso.

Per spostarlo in autonomia da una parte all’altra

Spigen Custodia AirTag Rugged Armor (si apre in una nuova scheda)

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Il primo è comodo quando vuoi passare l’AirTag da una borsa all’altra, da un oggetto all’altro, senza dover smontare niente. Lo sposti da solo, in pochi secondi.

Rugged Armor: classico ma efficace

Il secondo è il Rugged Armor. Unisce un guscio in TPU a un moschettone in acciaio inox, con finitura nera opaca e dettagli effetto carbonio. Il moschettone fa anche da apribottiglie. È robusto, ha un po’ di peso e ti accorgi subito che non è un gadget da pochi euro. Lo uso quando voglio agganciare l’AirTag a zaini e cinture.

Per le chiavi di casa

Il terzo lo tengo sul mazzo delle chiavi vere: quelle standard del portone o le chiavi europee a profilo basso. Tiene tutto compatto e, cosa che non mi aspettavo, rende facile individuare la chiave giusta al volo senza dover guardare il mazzo.

Difetti e limiti

  • Niente foro per il portachiavi, quindi la spesa dell’accessorio va messa in conto
  • Precision Finding esteso solo con iPhone 15 o successivi
  • Con Android non funziona, è un prodotto che vive nell’ecosistema Apple
  • Se hai già il primo AirTag e funziona, non c’è un reale motivo per sostituirlo. Ha senso se compri oggi o se hai una borsa dove il primo non si sentiva bene

Tutte le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Apple e o Spigen, e sono utilizzate a solo scopo illustrativo. Tutti i marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

Trasparenza Questo articolo è stato scritto o rivisto con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. È stato letto e approvato da una persona.

Il nostro giudizio

Apple AirTag (seconda generazione)

  • Design e materiali
  • Prestazioni
  • Funzionalità
  • Autonomia
  • Prezzo

In sintesi

Se perdi spesso le cose o hai in famiglia persone anziane che dimenticano dove lasciano chiavi e portafoglio, è un acquisto che si ripaga in fretta. Chi ha già il primo e ne è soddisfatto può tranquillamente aspettare

Voto finale

Apple AirTag (seconda generazione)

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