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Apple A20: sotto il cofano del chip che guiderà gli iPhone 18 (e il divario con la versione Pro).

Apple A20: sotto il cofano del chip che guiderà gli iPhone 18 (e il divario con la versione Pro).
di Denis GiacomettiAccount verificato 3 min di lettura

Il debutto della gamma iPhone 18 ha confermato la traiettoria di Apple nell’evoluzione dei suoi processori. Se da un lato i riflettori si sono accesi sull’impressionante A20 Pro integrato nei modelli di punta e nel pieghevole iPhone Duo, dall’altro i recenti leak dei diagrammi logici svelano finalmente l’esatta anatomia dell’Apple A20 standard, il motore destinato a spingere gli iPhone 18 base.

La notizia più importante? Il salto generazionale non farà discriminazioni: anche la versione d’ingresso beneficerà del pionieristico processo produttivo a 2 nanometri (N2) di TSMC. Tuttavia, per contenere i costi e differenziare le linee, Cupertino ha applicato tagli geometrici e strutturali netti sul silicio.
Un die più piccolo per una massima efficienza
Il confronto diretto tra i die (le superfici fisiche dei chip) evidenzia una notevole cura nel risparmio di spazio. Mentre l’A20 Pro misura ben 98,8 mm², l’A20 standard scende a una superficie stimata tra i 70 e gli 80 mm². Si tratta di una dimensione inferiore persino rispetto al vecchio A19 a 3 nanometri (82,8 mm²).

Questa dieta forzata si traduce in una configurazione sì potente, ma inevitabilmente alleggerita:

  • CPU Esacore bilanciata: Restano i 6 core totali divisi tra 2 core ad alte prestazioni e 4 core ad alta efficienza. Tuttavia, per salvaguardare lo spazio sul die, Apple ha ridotto la memoria cache L2.
  • GPU a 5 Core: A differenza dei 7 core grafici della variante Pro, l’A20 standard dovrà accontentarsi di 5 core. Un core in meno che segnerà il vero confine nei calcoli 3D e nel ray-tracing avanzato.
  • Super Cache di Sistema: Per compensare i tagli e supportare i modelli linguistici locali di Apple Intelligence, la cache di sistema complessiva potrebbe espandersi fino a 16 MB.

La vera differenza è nel “Packaging” e nelle temperature
Se la potenza bruta sarà comunque eccellente, il vero divario tra i due chip risiede nel modo in cui sono costruiti fisicamente e dissipati.

L’A20 Pro ha abbandonato la storica struttura a sandwich (dove la RAM è impilata sopra il processore) per adottare la tecnologia WMCM (Wafer-Level Multi-Chip Module). Questo consente di posizionare i moduli RAM lateralmente, fuori dal percorso termico principale, e di agganciarli a una gigantesca camera di vapore. Grazie a questa architettura, i core dell’A20 Pro riescono a spingersi alla frequenza record di 4,93 GHz senza surriscaldarsi.

L’A20 standard manterrà invece il tradizionale packaging PoP (Package-on-Package). La RAM rimarrà impilata sopra il SoC. Di conseguenza, per evitare il surriscaldamento all’interno dello chassis degli iPhone 18 base, Apple configurerà il chip su frequenze operative sensibilmente più basse e utilizzerà un sistema di dissipazione termica decisamente più classico ed economico.

Il punto d’incontro: la potenza dell’Intelligenza Artificiale
C’è un elemento, però, in cui Apple ha deciso di non scendere a compromessi: il Neural Engine. L’architettura dell’acceleratore neurale dell’A20 standard dovrebbe essere identica a quella del fratello maggiore.

Questo significa che anche sugli iPhone più economici troveremo una capacità di calcolo per l’AI straordinaria, pensata per elaborare immagini, testi e automazioni complessi direttamente sul dispositivo, senza inviare dati ai server cloud. Una scelta strategica fondamentale per democratizzare le funzioni di iOS 27 su tutta la linea di smartphone.

Trasparenza Questo articolo è stato scritto o rivisto con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale. È stato letto e approvato da una persona.

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